SETTIMO SENSO blog
La mente alleata
Spesso, quando eseguiamo un' asana, siamo preoccupati si arrivare subito alla posizione più completa e complessa. In questo modo costringiamo il nostro corpo ad eseguire uno sforzo che va oltre le sue possibilità. Ora, arrivare al nostro punto di massima espansione va benissimo, per cercare di andare oltre però, è necessario arrivare in posizione e portare la nostra attenzione al punto di rigidità, a quello o quei punti del corpo che sentiamo che in quel momento stanno lavorando per estendersi. Se abbiamo dei blocchi muscolari o scheletrici dobbiamo imparare ad osservarli e successivamente usare la mente per dirigere e guidare il corpo, rilassando le parti interessate tramite l'uso consapevole del respiro. Possiamo immaginare i muscoli che si allungano, le vertebre che si distanziano o le articolazioni che creano spazio, usando la mente come alleata del corpo e non come dominatrice. Quando usiamo la mente per dominare il corpo e costringerlo ad arrivare dove non è pronto, stiamo esercitando il nostro ego, quando invece poniamo la mente come alleata del corpo, quest'ultimo sarà più propenso a fidarsi e a lasciarsi guidare da essa. Lo Yoga è assenza di ego, mantenere la mente ferma e concentrata favorisce non solo la corretta esecuzione delle asana, ma favorisce anche il rilassamento.
Il respiro
Cos'è il respiro? Perchè è importante la respirazione consapevole durante la giornata?
Il respiro è sicuramente una funzione vitale, infatti, se non respirassimo moriremmo in pochi minuti, questo è ovvio!
Oltre a questo però, il respiro è un'attività che possiamo svolgere durante la giornata in maniera consapevole, allungandolo e direzionandolo a nostro piacimento. L'uso della respirazione consapevole ci collega in maniera immediata al nostro corpo, all'ambiente che ci circonda e soprattutto fa cessare il continuo brulicare di pensieri che invadono la mente costantemente.
L'aria che ci circonda è la materia eterea che ci avvolge fin dalla nascita, è quella sostanza impalpabile che ci da vita e nella quale siamo immersi senza averne percezione, del resto i pesci sono forse consapevoli di essere circondati dall'acqua? no, quello è il loro ambiente, quello che li avvolge e che li nutre. La stessa cosa vale per gli esseri umani, essi sono talmente abituati a respirare per vivere, da non avvertire l'immensità e la densità dell'atmosfera che li circonda, la danno per scontata. Se ci soffermassimo per alcuni minuti della giornata a respirare profondamente, cessando ogni fluttuazione mentale, ci accorgeremmo della vitalità dell'aria, della vibrazione e dell'energia che emana, diverremmo più consapevoli, ogni volta che entriamo in un ambiente, della qualità energetica che esso emana, ci renderemmo conto della bellezza e dell'immenso potere che avremmo nel saper distinguere un ambiente salubre da uno angusto e poter scegliere quanto tempo restare per assorbirne l'energia o se andarcene per non esserne influenzati.
Esistono molte tecniche di respirazione consapevole, molto utili quando si sta cercando di entrare in uno stato meditativo; durante la giornata però non è importante applicare nessuna tecnica, quanto piuttosto ricordarsi di respirare, appena ci si concentra sul respiro ci si accorge che qualcosa cambia, esso può allungarsi, oppure può posizionarsi in una parte specifica del corpo (nel ventre, nel petto, ecc.), immediatamente le tensioni si alleviano e l'attenzione si sposta, ma la cosa più importante è che ci porta all'interno di noi stessi in quel luogo in cui risuoniamo con la nostra vibrazione unica rispetto a tutti, ci connette a quello spazio vuoto che vibra al nostro interno ma che nel contempo ci unisce al tutto, in quello spazio che troviamo solo attraverso la meditazione, ma col quale possiamo interagire sempre attraverso l'uso della respirazione consapevole. Aumentare l'uso del respiro consapevole durante la giornata, facendolo anche più volte al giorno, ci aiuta quindi centrarci in noi stessi e far sì che la meditazione non sia solo un "ritaglio di tempo" durante la giornata, ma che si estenda ben oltre il tempo che ad essa dedichiamo.
Hatha yoga pradipika
Si narra che un giorno un pesce, nuotando nelle tranquille acque dell'oceano Indiano, si trovò a passare nei pressi di una caverna, dove rimase affascinato da una voce melodiosa. Essa apparteneva al dio Shiva che in quel momento era intento ad illustrare alla sua amata sposa Parvati le magiche posizioni da lui stesso create e riservate esclusivamente agli dei. Shiva, accortosi di una presenza celata, chiamò a sé l’intruso, e dall’acqua spuntò fuori un bambino. Il ragazzo narrò la sua storia, di come fosse stato inghiottito dal pesce e avesse involontariamente ascoltato il segreto che Shiva narrava a Parvati. In quel momento il dio decise che il tempo era giunto, e la conoscenza dello Yoga, fino ad allora custodita in gran segreto, poteva essere accordata a tutti. Così avvenne che da Shiva il ragazzo fu chiamato Matsyendra, che significa signore dei pesci; egli divenne il primo Yogi, e tramandò ai suoi discepoli questa arte sacra.
L'aspetto spirituale dello Yoga
Quando si parla di yoga, si parla del suo duplice aspetto, quello materiale e quello spirituale; ma cosa si intende per spirituale? Definiamo spirituale quella parte di noi che non possiamo toccare, quindi i pensieri, i sentimenti, le speranze e tutte quelle sfumature psichiche che chiamiamo col termine di sesto senso (da qui il nome del mio centro yoga "Settimo Senso", cioè qualcosa che racchiude tutto questo e ne va oltre). La parte spirituale dell'essere umano è quella che influenza la sua vita intera e ne detta la qualità. Chi di noi non ha sperimentato come il succedere di un evento negativo, ad esempio avvenuto la mattina, influenza poi tutto il resto della giornata? Perché succede questo? Succede perché la mente e le emozioni rimangono ancorate a quell'evento, a come ci ha fatto sentire, arrabbiare o scoraggiare e dal momento che attiriamo solo ciò che vibra della nostra stessa qualità, ecco che a catena succedono una serie di problemi. Come naturopata posso assicurare che le emozioni che viviamo influenzano la salute del nostro corpo, la malattia infatti nasce prima dalla mente e si manifesta successivamente nel corpo, ecco perché è così importante fermare i pensieri negativi e cambiarne la qualità.
La disciplina dello Yoga è strutturata per agire su corpo, emozioni e mente. Calmare la mente, cessare il continuo logorio dei pensieri che si susseguono uno dopo l'altro sopraffacendoci, è uno degli aspetti più importanti dello Yoga, ecco perché nelle mie lezioni insito così tanto nel concentrarci sul corpo e sulle sensazioni che da esso scaturiscono, perché questo mantiene la mente ancorata al momento presente, calma i pensieri e le emozioni e rigenera contemporaneamente anche il corpo.
Per questo motivo lo yoga va praticato con una certa intenzione, con una partecipazione attiva nel voler ricercare uno stato di calma, se non abbiamo questa qualità, ma ci accingiamo a praticare con la stessa mentalità di quando andiamo a fare l'aperitivo con gli amici, gli effetti si ridurranno all'aspetto fisico, ma certamente la mente continuerà a vagare da un punto all'altro incessantemente.
I massimi benefici possiamo ottenerli quindi quando, prima di una lezione, ricordiamo a noi stessi che lo yoga ha due aspetti sui quali lavora, l'aspetto fisico e quello spirituale e ci predisponiamo ad una calma concentrazione.